Cardo mariano in cucina: come utilizzarlo

    Cardo mariano in cucina: come utilizzarlo

    Il cardo mariano è una pianta di natura erbacea diffusa in gran parte della zona mediterranea. Sfiora il metro di altezza e possiede diverse proprietà che possono risultare molto utili al nostro corpo e ai nostri organi, come ad esempio il fegato. Dai fiori e dai semi, infatti, si possono ricavare diverse sostanze e principi attivi come la silimarina, i flavonoidi, la lapigenina, la quercetina e molti altri. Ecco quindi tutte le sue proprietà, i benefici per il nostro corpo, le controindicazioni e i principali metodi di utilizzo.

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    Proprietà del cardo mariano

    Questa pianta, come abbiamo sottolineato, possiede numerose proprietà benefiche per il nostro corpo. La prima fra tutte è quella epatoprotettiva donata dalla silimarina: si tratta di una sostanza capace di stabilizzare le membrane delle cellule epatiche, proteggendo di conseguenza il fegato dai danni e dal deterioramento prematuro causato dall’alcool, dai farmaci, dagli insetticidi presenti nei cibi. Il cardo mariano favorisce la sintesi proteica nell’organo ed è utilizzano come depurante naturale per l’apparato urinario.

    Benefici del cardo mariano

    Grazie alla presenza di flavonoidi e principi attivi specifici, la pianta è in grado di migliorare le condizioni fisiche del fegato e persino gli esami epatici. Aiuta l’organo, nonché i reni, la vescica e il pancreas a depurarsi naturalmente in quanto la tisana a base di questa pianta può avere effetti diuretici sull’organismo. Per via delle sue proprietà antiossidanti viene adoperato anche nella cosmesi come crema antirughe e nelle creme destinate alla protezione solare. Negli ospedali viene somministrata a pazienti sotto forti terapie farmacologiche o con danni al fegato molto gravi come l’infezione da epatite A, B e C o nei casi di cirrosi epatica.

    Cardo mariano: come si usa in cucina?

    Il cardo mariano può essere usato in un gran numero di ricette. I capolini possono prendere il posto dei carciofi, la radice pulita e sbucciata può sostituire carote e rape… Le coste centrali, invece, si possono fare alla parmigiana o arrostiti. Al momento del raccolto, scartate le coste più fibrose: basta una singola costa fibrosa a rovinare l’intera portata! Le coste più fibrose possono essere cotte e frullate per poi impiegarle nelle ricette di zuppe o vellutate vegetali. Se conservate le coste fibrose in frigorifero, noterete che il giorno seguente avranno assunto un caratteristico colore turchese/blu, niente paura, è normale e le coste di cardo mariano sono ancora commestibili.

    Tisana al cardo mariano

    Uno dei metodi più utilizzati per la somministrazione fai da te è quello della tisana o infuso. Il cardo mariano si può trovare in commercio in erboristeria. Per la preparazione bisogna lasciare in ammollo in un litro d’acqua portata a ebollizione almeno 30 grammi di preparato, per un tempo di circa dieci minuti.

    Interazioni e controindicazioni

    Questa pianta non ha gravi effetti collaterali o controindicazioni, generalmente. Un’eccessiva assunzione, però, può comportare nausea e vomito, soprattutto all’inizio della somministrazione. Inoltre, la tiramina è in grado di interagire con farmaci antidepressivi e può aumentare la pressione sanguigna arteriosa. Per questi motivi, in caso si decida di utilizzarlo, si consiglia di ascoltare il parere di un medico o di uno specialista al fine di scongiurare reazioni avverse.