Dermatite atopica: quando la causa è l’abbigliamento

    Dermatite atopica: quando la causa è l’abbigliamento

    La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle che provoca secchezza cutanea ed un intenso prurito. Colpisce il 5-20% dei bambini e l’1-3% degli adulti, provocando effettivi negativi sulla qualità della vita di tutti i giorni aumentando ansia e stress. Nel 60% dei casi la patologia si manifesta nei primi 2 anni di vita e nel 90% entro i primi 5 anni di vita. Spesso si associa ad altre malattie come asma e rino-congiuntivite allergica. Il 60% dei bambini con dermatite atopica è allergico agli acari e rischia di sviluppare negli anni successivi asma e rinite. Utilizzare misure di prevenzione ambientale, come coperture antiacaro certificate, è una contromisura efficace che riduce i sintomi della malattia. Bisogna però fare attenzione anche all’abbigliamento da utilizzare, che può aggravare ulteriormente i sintomi della patologia.

    Cause e sintomi della dermatite atopica

    Chi soffre di questo disturbo ha una cute che non svolge adeguatamente la sua funzione protettiva. Si manifesta un’eccessiva perdita di acqua che favorisce l’ingresso di sostanze estranee attraverso la cute. La malattia alterna fasi acute di tipo infiammatorio (come prurito, arrossamenti e forte sudorazione) a fasi di remissione in cui persistono prurito e secchezza. La pelle risulta arrossata, ruvida, secca e particolarmente sensibile al contatto con agenti esterni come batteri, funghi, saponi eccessivamente acidi, clima troppo freddo o troppo caldo e indumenti intimi irritanti.

    I materiali ideali da indossare

    La scelta dei materiali da indossare è molto importante per lenire i sintomi della dermatite atopica. Un tessuto molto indicato è la fibroina di seta medicata di origine naturale, composta da una delle due proteine della seta e capace di fungere come una seconda pelle. É perfettamente liscia, non fa attrito, non irrita e soprattutto è traspirante. Grazie a queste caratteristiche la fibroina regola la temperatura del corpo anche in presenza di una forte umidità, inoltre è trattata con una sostanza antimicrobica a base di ammonio quaternario che si lega alla seta senza essere mai rilasciata. Tra i materiali promossi anche linocanapa e cotone che sono traspiranti ed evitano il ristagno del sudore. Dovrebbero però essere “pettinati”, cioè sottoposti ad un particolare trattamento in fase di filatura per eliminare le fibre più corte ed orientarle in un’unica direzione rendendo il tessuto liscio ed incapace di sfregare. I capi di abbigliamento realizzati con questi particolari materiali devono essere rigorosamente biologici e di colore naturale.

    No a lana e tessuti sintetici

    Chi soffre di dermatite atopica deve assolutamente evitare lana e tessuti sintetici. La lana è composta dalla lanolina, una proteina estremamente irritante e allergizzante soprattutto per i soggetti preposti. Le fibre sintetiche, come nylon e poliestere, non fanno traspirare la pelle e generalmente sono trattate con coloranti e prodotti chimici che se rilasciati aggrediscono le difese cutanee.

    Suggerimenti per scegliere gli indumenti migliori

    Oltre ai materiali bisogna tener conto di altri aspetti degli indumenti, da scegliere preferibilmente senza bottoni, zip o ganci metallici che possono entrare in contatto con la pelle. Dopo aver acquistato i capi d’abbigliamento prima di indossarli è consigliabile rimuovere le etichette e poi lavarli accuratamente. Infine per i lavaggi è meglio utilizzare detersivi senza profumi, coloranti o tensioattivi che possono risultare aggressivi per la cute.