Influenza 2017 sintomi: vitamina D protegge dalla malattia, in arrivo virus parainfluenzali

    Influenza 2017 sintomi: vitamina D protegge dalla malattia, in arrivo virus parainfluenzali

    Influenza 2017 sintomi: picco in calo, ma arrivano virus parainfluenzali

    L’influenza 2017 è ormai in calo dopo aver toccato un picco di 4 milioni di contagiati. Tra le categorie che hanno maggiormente risentito di questa patologia, classificata come molto aggressiva dagli specialisti, vi sono i bambini e gli anziani sopra i 65 anni. I sintomi dell’influenza 2017 includono: mal di testa, dolori articolari e muscolari, inappetenza, spossatezza, febbre oltre i 38 gradi, nausea, diarrea e vomito. A questi si associa, spesso, anche la sintomatologia respiratoria: mal di gola, tosse, raffreddore e congestione nasale. Tra le categorie a rischio, invece, troviamo gli anziani sopra i 65 anni, i bambini sotto i sei anni, le donne oltre il terzo mese di gravidanza e soggetti affetti da altre patologie gravi quali tumori, Hiv, infiammazioni croniche, insufficienza renale e problemi cardiovascolari.

    ->INFLUENZA STAGIONALE 2016/2017: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI E LE INFORMAZIONI UTILI PER PREVENIRLA

    Influenza 2017 sintomi: vaccini e virus parainfluenzali

    Contro l’influenza 2017 sono in vendita tre tipologie di vaccino suddivisi per fasce d’eta da ottobre 2016 e gratuiti per le categorie a rischio. Nonostante il picco sia ormai alle spalle, gli esperti lanciano un nuovo allarma che riguarda i virus parainfluenzali, più leggeri ma altrettanto fastidiosi: adenovirus, coronavirus e rotavirus possono dare disturbi quali diarrea, dolore e gonfiore addominale, nausea e vomito. Nei bambini possono concorrere all’infiammazione di trachea, laringe, bronchi, bronchite, polmonite, gola irritata, tosse, bronchiolite. In questi casi è opportuno tenere sotto controllo i bambini, che spesso risultano essere i più colpiti.

    Influenza 2017 sintomi: rimedi naturali efficaci e vitamina D contro febbre e influenza

    Oltre ai rimedi naturali quali sufflamigi, tisane a base di eucalypto, timo e foglie di menta, vi sono alcuni accorgimenti che è possibile prendere: lavarsi le mani dopo essere rientrati a casa, disinfettare i sanitari, areare i locali quotidianamente e vestirsi a strati per evitare gli sbalzi di temperatura. Una recente ricerca globale, inoltre, sostiene l’integrazione della vitamina D nella propria alimentazione, in quanto capace di ridurre i rischio di contrarre l’influenza, il raffreddore e altre infezioni. Lo studio è stato pubblicato sul British Medical Journal e diretta dai ricercatori della Queen Mary University di Londra con un’analisi di circa 11 mila soggetti che hanno partecipato a 25 trial clinici condotti in diversi paesi del mondo, 14 inclusa l’Italia. Vi sono comunque voci contrastanti nella comunità scientifica, secondo il professor Louis Levy, del Dipartimento di Nutrizione: “Il Ministero della Salute inglese già raccomanda alla popolazione di prendere vitamina D durante i mesi invernali. Coloro che non si espongono al sole a causa delle caratteristiche della loro pelle o perché stanno sempre coperti per motivi religiosi o stanno in casa dovrebbero integrarla tutto l’anno. Questo studio non fornisce prove sufficienti a sostegno della tesi“.

    * Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.