Pitaya o frutto del drago: dalla leggenda cinese, alle idee per prepararlo

    Pitaya o frutto del drago: dalla leggenda cinese, alle idee per prepararlo

    Pitaya o frutto del drago: le origini del nome e altre curiosità

    Pitaya o frutto del drago: di uova di drago ne avrete sentito parlare, forse, grazie alla celebre serie TV fantasy ‘Il trono di spade’, dove la madre dei leggendari sputafuoco aspetta la schiusa per conquistare il mondo con l’aiuto delle enormi creature. Ma non è la prima volta che le uova di drago sono al centro di una storia. Un’antica leggenda cinese, infatti, parlava di un frutto che dietro alla sua strana forma, che ricorda una fiamma e ha un colore rosso intenso, nascondeva in realtà un uovo di drago. Proprio a causa del suo particolare aspetto e di questa credenza, la pitaya, questo è il suo vero nome, viene chiamata anche frutto del drago.

    La Pitaya o frutto del drago è originaria del Messico e delle Ande Settentrionali, questo alimento nasce da una pianta di cactus, l’Hilocereus, con grandi fiori bianchi che si aprono di notte e durano soltanto un giorno. Ad oggi coltivata soprattutto in Sudamerica e Vietnam, la Pitaya o frutto del drago veniva consumata inizialmente dai popoli precolombiani: i suoi semi sono stati trovati in siti archeologici vecchi di più di duemila anni. Fresco e ottimo come ingrediente all’interno delle ricette più diverse, il frutto del drago è un alimento versatile, portatore di tanti benefici all’organismo e si trova in diverse varianti, che differiscono per il colore: rosso o giallo. La polpa, costellata da piccoli semi neri commestibili, è morbida, dolce e rinfrescante.  

    Pitaya o frutto del drago: proprietà nutrizionali e benefici

    Il frutto del drago è molto ricco dal punto di vista nutrizionale grazie alla presenza di sali minerali come fosforo e calcio e all’alta concentrazione di fibre. Per questo, è ottimo come stimolante per l’attività intestinale e favorisce un assorbimento più rapido dei grassi. Inoltre, il frutto del drago è ricco di vitamina C e vitamine del gruppo E, nonché di sostanze antiossidanti e licopene, che aiutano a prevenire la formazione dei radicali liberi e contrastano il rischio di varie patologie: tumori, ipertensione, diabete, reumatismi, infezioni e malattie cardiovascolari. Per finire, risulta essere anche una buona fonte di probiotici, utili a mantenere la flora batterica dell’intestino viva e attiva e ha un basso contenuto di colesterolo e grassi, quindi è ottimo per essere consumato all’interno delle diete ipocaloriche.

    Il frutto del drago: dove si compra e come si mangia

    Il frutto del drago non è ancora facilmente reperibile in Italia, se non durante il periodo natalizio, durante il quale è possibile trovarlo tra i banchi dei mercati ortofrutticoli e negli ipermercati. Per acquistare un ottimo frutto dovete assicurarvi che non sia nè troppo duro, quindi acerbo, nè troppo morbido, perché in quel caso sarà eccessivamente maturo. Inoltre, è bene evitare quelli che presentano macchie scure o spine secche. Per mangiarlo, tagliatelo a metà e togliete la polpa con un cucchiaino. Potete gustarlo così com’è, frullarlo, aggiungerlo alla macedonia o utilizzarlo nella preparazione di marmellate, sorbetti, cocktail. Infine, è possibile cuocerlo e consumarlo come contorno per piatti di carne e pesce.