Zenzero controindicazioni: gravidanza, tiroide e cuore

    Zenzero controindicazioni: gravidanza, tiroide e cuore

    Lo zenzero è certamente uno dei rimedi naturali più utilizzati e conosciuti; alcune sue proprietà benefiche sono state anche confermate da studi scientifici che si sono interessati a questa radice mentre altri sono solo sostenuti da chi lo utilizza. Certo è che se usato con parsimonia e senza eccedere nelle dosi, può diventare un valido aiuto nella prevenzione di malanni di stagione e un ottimo antinfiammatorio che aiuta anche contro dolori muscolari e mestruali. E’ importante però prestare attenzione perché allo zenzero esistono delle controindicazioni poiché ad alcuni soggetti è sconsigliato. Di quali si tratta? Ecco a chi è sconsigliato lo zenzero. 

    Per prima cosa è importante parlare delle donne in gravidanza; malgrado infatti lo zenzero sia utilizzato in dosi minime per combattere la nausea dei primi mesi, non si tratterebbe di un alimento che deve essere assunto costantemente in gravidanza. Alcuni infatti sosterebbero che potrebbe portare fastidi all’utero nonché problemi allo stomaco. Soprattutto quando si è in gravidanza bisogna farsi sempre consigliare dal proprio medico curante riguardo non solo i farmaci che si possono assumere ma anche relativamente a erbe, spezie e radici.

    Inoltre sarebbe sconsigliato anche a chi è eccessivamente sotto peso: lo zenzero tende a diminuire il senso di fame e fa bruciare grassi quindi non è un alimento adatto a chi deve mettere su peso o a chi soffre di ipertiroidismo e quindi è dimagrito molto. Devono infine prestare attenzione le persone che prendono la cardioaspirina per il cuore perché lo zenzero avrebbe tra le sue proprietà anche quella di fluidificare il sangue.

    Credit Foto:  aboikis / Shutterstock

    * Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.