Prediabete, cos’è e come contrastarlo perché non degeneri: 5 consigli utili

Prediabete, cos’è e come contrastarlo perché non degeneri: 5 consigli utili

Cos’è il prediabete

Il prediabete è sempre più diffuso, sapete cos’è? Ma soprattutto, sapete che non va sottovalutato? Trattasi infatti di una condizione tutt’altro che innocua, che riguarda circa il 15% degli italiani ed è associata a un maggior rischio di infarto e patologie cardiovascolari. 

Certo, non è un diabete conclamato ma la strada imboccata è quella; in chi è affetto da prediabete sono infatti già in atto dei cambiamenti nei livelli di glicemia nell’organismo. La presenza di un alterato metabolismo glicemico aumenta del 26% il rischio di coronaropatia, che di conseguenza rende i soggetti colpiti maggiormente predisposti all’arresto cardiaco.

L’espressione ‘prediabete’ è dunque un modo per indicare che la patologia consiste in un valore della glicemia più alto del normale, e che il paziente rischia di sviluppare il diabete, o peggio, che probabilmente soffre già degli effetti collaterali del diabete.

Ad oggi le ultime linee guida preferiscono utilizzare il termine intolleranza glucidica, anziché pre-diabete, proprio al fine di evidenziare l’idea che la situazione è ancora recuperabile e non irreversibile. La condizione di prediabete, dunque, non è da considerarsi una malattia, ma solo un fattore di rischio che se trascurato o ignorato potrebbe degenerare in diabete vero e proprio e malattie cardiovascolari.

Il prediabete non dà sintomi —> Sapete che il prediabete non dà sintomi? E’ una condizione silente, perché il paziente se non effettua i dovuti controlli non si accorge di esserne affetto. Solo l’esame glicemico può dirlo con certezza. Tuttavia è possibile correre ai ripari limitando l’apporto di calorie e grassi, aumentando l’esercizio fisico. La perdita di peso farà il resto: questi tre accorgimenti, insieme, possono in fatti ‘far guarire’ il prediabete e dunque ritardare o prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2. Quest’ultimo, patologia nel vero senso del termine, quando compare diventa infatti una malattia cronica, quindi è bene adoperarsi per prevenirlo.

Cosa fare per contrastare il prediabete e ‘contenere’ il rischio di malattie?

Il prediabete – va sottolineato – non si trasforma necessariamente in diabete di tipo 2. L’importante è intervenire presto cambiando in meglio le abitudini alimentare e abituandosi a svolgere una regolare attività fisica. Questo il metodo infallibile per combattere il rischio. Il prediabete, così come il diabete vero e proprio, è spesso causato da stili di vita scorretti, dunque chili in eccesso e/o obesità, vita sedentaria, cattive abitudini alimentari. Tuttavia anche la componente genetica gioca un ruolo molto importante.

Se si ha il prediabete, una dieta corretta abbinata all’esercizio fisico possono diminuire il rischio che si trasformi in diabete vero e proprio. A dirlo i ricercatori dell’università australiana di Newcastle, che in relazione a diversi studi pubblicati in merito, hanno ricavato cinque indicazioni sui cibi da preferire o evitare per diminuire il rischio.

PREDIABETE: 5 CONSIGLI PER RIDURRE IL RISCHIO DI AMMALARSI

Uno degli studi sopracitati è stato condotto su 101 uomini con prediabete, ai quali è stato prescritto un programma alimentare che comprendeva una dieta con pochi grassi e un aumento dell’esercizio fisico. Ebbene, i soggetti hanno ottenuto una diminuzione di peso di 5,5 chilogrammi, contro 3 kg del gruppo di controllo, e un migliore controllo glicemico. La spiegazione di Rosalba Giacco, esperta della società italiana di Diabetologia:

“La possibilità di prevenire il diabete anche per chi è ad alto rischio è un fatto supportato da studi condotti in tutto il mondo; migliorare la qualità della dieta, aumentare l’esercizio fisico, perdere qualche chilo sono interventi efficaci che possono ridurre il rischio del 60%, più di quello che si ottiene con alcuni farmaci. Il pregio del programma nello studio è che può essere eseguito dallo stesso paziente, quindi con costi ridotti”.

Sulla scorta dei risultati del test e delle ricerche precedenti, gli esperti hanno ricavato 5 consigli per combattere il rischio di diabete, pubblicati sulla rivista The Conversation.

Per limitare il rischio di insorgenza della malattia, nella lista al primo posto c’è un maggiore consumo di frutta e verdura, soprattutto vegetali a foglie verdi come lattuga, spinaci o cavoli. Al secondo posto è consigliata la drastica riduzione, se non eliminazione, dei soft drink, in quanto come rivelato da una pubblicazione sul British Journal of Sports Medicine, bere bibite gassate e zuccherate ogni giorno aumenta del 13% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Al terzo posto c’è il consiglio di diminuire l’apporto di cibi derivati dagli animali. Quarto e quinto consiglio, infine, preferire cibi a basso indice glicemico e aumentare il consumo di caffè, anche decaffeinato, in quanto trattasi di bevanda ricca di sostanze che aiutano il metabolismo. Precisa l’esperta:

“Per scoprire se si ha il prediabete spesso basta un esame della glicemia a digiuno, che se è superiore a 100 e inferiore a 125 indica che si è ad alto rischio. Si può anche fare un test con un carico di glucosio di 75 grammi: se la glicemia dopo due ore è tra 140 e 199 si è in uno stato di prediabete”.

Tuttavia le suddette linee guida non bastano “nei soggetti a rischio molto elevato, ad esempio persone che hanno una storia di diabete gestazionale, obesità severa, o sono adulti sotto i 60 anni”, ha puntualizzato all’Ansa Simona Frontoni, direttore UOC Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina e Presidente della sezione Lazio della Società Italiana di Diabetologia (Sid): “In questi casi possono essere in aggiunta prescritti farmaci. Quello di prima scelta (con il miglior rapporto costo beneficio) è la metformina, usata per il diabete da almeno 60 anni, e ormai consolidata anche per condizioni di prediabete e insulinoresistenza”.