Rafano: proprietà, benefici e controindicazioni

    Rafano: proprietà, benefici e controindicazioni

    Rafano: proprietà, benefici e controindicazioni

    Il rafano è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Crocifere. Viene anche chiamato barbaforte e cren ed è originario della Russia meridionale. Sul territorio italiano è possibile trovarlo nei luoghi umidi e vicino ai corsi d’acqua. Questo alimento possiede numerose proprietà benefiche molto utili per il nostro organismo, in particolar modo per lo stomaco e per l’apparato urinario. Può essere impiegato per depurare il corpo e come integratore vitaminico naturale grazie all’alto contenuto di vitamina C. Ecco le sue caratteristiche, le proprietà, i benefici e i possibili effetti collaterali.

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    Le proprietà del rafano

    Di questa pianta si utilizza principalmente la radice, solitamente grattugiata e trasformata in una salsa. Tra le proprietà più importanti vi sono quelle digestive, diuretiche, antisettiche ed epatoprotettive. Contiene molta vitamina C che aiuta l’organismo a combattere le malattie da raffreddamento, come tosse, raffreddore, congestione nasale, influenza e febbre, e risulta molto utile contro le malattie che colpiscono le vie biliari. Il rafano dev’essere usato fresco al fine di poter usufruire al massimo delle sue proprietà.

    I benefici del rafano

    Per via delle sue proprietà, il rafano è un alimento alleato dello stomaco in quanto stimola le secrezioni gastriche e velocizza quindi la digestione. L’olio essenziale, in particolare, svolge molto bene questa funzione stimolando a sua volta anche l’appetito. Il suo effetto diuretico aiuta il corpo a depurarsi e a disintossicare organi molto importanti come i reni e il fegato, oltre alle vie urinarie. Risulta essere anche un ottimo antisettico per le vie aeree. Il suo consumo è consigliato durante l’inverno in quanto stimola il corpo e le difese immunitarie contro le principali infezioni dovute alla stagione fredda.

    Controindicazioni e possibili effetti collaterali

    Come quasi tutti gli alimenti, anche il rafano possiede alcune controindicazioni e possibili effetti collaterali ai quali fare attenzione. In primo luogo bisogna prestare attenzione quando si utilizza e si maneggia la radice di rafano. Il suo aroma, infatti, è così intenso che può facilmente causare lacrimazione, irritazione delle congiuntive e altri sintomi ben più importanti come cefalea, tosse, spossatezza, stanchezza. Per questi motivi bisogna utilizzarne quantità modeste. Se assunto in dosi eccessive, invece, può provocare irritazioni a livello gastrico e perfino enteriti. In ogni caso, al fine di escludere eventuali dubbi e quindi reazioni avverse inaspettate, si consiglia di consultare uno specialista o un medico che sapranno indicare le giuste quantità in base all’effettivo bisogno alimentare.

    * Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.