Stress e stanchezza si riducono con il ginseng

    Stress e stanchezza si riducono con il ginseng

    Se si pensa che il ginseng in Cina e in Corea, ma in tutto il mondo orientale, è considerata una pianta essenziale per conservare la salute e la forza vitale di ogni uomo, non è strano capire le sue potenti proprietà benefiche, tra le quali la capacità di ridurre lo stress e la stanchezza.

    Proprio così, questa radice è un pozzo di principi attivi che agiscono su molti disturbi dell’organismo, tra questi ci sono 13 diversi ginsenosidi, sali minerali, polifenoli, amminoacidi, vitamina del gruppo B e C preziose per sostenere sia il sistema immunitario che quello nervoso.

    Nel dettaglio, chi è stressato e stanco può utilizzarlo soprattutto perché i principi attivi del ginseng stimolano il rilascio di cortisolo, il noto ormone dello stress, aiutando così l’organismo ad affrontare efficacemente gli eventi stressogeni. Senza contare che aumentano la capacità di resistenza dell’organismo alla fatica e ai vari eventi climatici, modulano il consumo delle riserve energetiche oltre a favorire la rimozione delle tossine dal fegato.

    Non si tratta certo di una bacchetta magica, ma di un potente rimedio contro i più fastidiosi disturbi che colpiscono il nostro organismo. Considerato sin dall’antichità un elisir di lunga vita, il consumo di ginseng è consigliato in periodi caratterizzati da stress, stanchezza mentale, perdita di vitalità e invecchiamento precoce.

    Come si consuma il ginseng

    Oltre ad avere numerose virtù, il ginseng è anche uno dei rimedi naturali per stimolare il cervello, per questo sempre più persone scelgono di consumarlo durante la giornata. Ci sono molti modi per utilizzare questa radice, diversi a seconda dei gusti e delle esigenze.

    È possibile masticare e mangiare la radice fresca (sfruttando appieno le sue proprietà), consumato in caffè o tè e usato in tintura madre. La soluzione più efficace sembra essere quel del decotto.

    Non è strano neanche consumarlo nell’alcol, precisamente disciolto in bevande a base di brandy, grappa di riso e di bambù, whisky e vini di vario genere. La radice del ginseng viene solitamente lasciata riposare nell’alcol per almeno tre mesi prima di essere consumata. Certamente questa è una soluzione che non può essere utilizzata tutti i giorni.

    Nonostante le sue numerose virtù benefiche è importante fare attenzione alle dosi e a non eccedere con il suo consumo perché come accade per ogni sovradosaggio anche questo prevede delle controindicazioni come nausea, diarrea, mal di testa. Se si hanno problemi con il sonno è consigliato assumere la giusta dose non dopo le 16.

    Origini della pianta orientale

    Parlare di ginseng significa parlare diuna pianta essenziale appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Originaria dei paesi orientali come Cina, Corea e Manciuria, qui era riservata alla famiglia imperiale e ai più alti dignitari di corte. Il panax ginseng – questo il suo nome scientifico – trova il suo habitat naturale nelle zone in cui c’è un clima freddo, il suo fusto può arrivare fino a 80 centimetri ed ha foglie palmate e sottili lunghe tra i 7 e i 20 cm e larghe dai 2 ai 5 centimetri.