Digiuno intermittente, tutto quello che c’è da sapere su questa dieta dimagrante

    Digiuno intermittente, tutto quello che c’è da sapere su questa dieta dimagrante

    Foto PX: https://pixabay.com/it/photos/insalata-piastra-ragazza-3921790/

    La dieta del digiuno intermittente si fonda su una regola tanto semplice quanto apparentemente efficace: all’interno di in un certo lasso di tempo della giornata si può consumare cibo, nel restante si deve osservare il digiuno.

    Tale regola sembra fornire il massimo in termini di risultati (e dunque di chili persi) nel cosiddetto “sistema 16/8”, ovvero con 16 ore di digiuno e 8 in cui possiamo consumare i pasti.

    Nel prosieguo dell’articolo approfondiremo i seguenti aspetti del digiuno intermittente:

    Digiuno intermittente e scienza: ecco perché a livello metabolico funziona

    La dieta del digiuno intermittente, a differenza di molte altre diete che troviamo facilmente in rete, è supportata anche da una spiegazione scientifica che riguarda il funzionamento metabolico del nostro organismo.

    E’ infatti scientificamente dimostrato che in condizioni di digiuno (una pratica conosciuta oltretutto da millenni che è presente in molte discipline orientali) il nostro organismo cessa da un lato la produzione di insulina (responsabile della formazione del tessuto adiposo) e dall’altro, invece, incrementa la secrezione dell’ormone della crescita (scientificamente denominato “GH”), che tra le sue principali funzioni ha quella di bruciare “il grasso superfluo” (lipolisi) accelerando così il dimagrimento, per di più su tutte le parti del corpo (dunque “scolpendo” una giusta silhouette).

    Digiuno intermittente, le 3 tipologie principali

    Come abbiamo visto, il digiuno intermittente si fonda su una regola semplice: la suddivisione del tempo in “ore in cui si può mangiare” e “ore in cui si deve digiunare”.

    Questo dogma può però essere organizzato in modo diverso, a seconda anche dello stile di vita di ognuno e dell’elasticità individuale ad adattarsi a nuove regole.

    1. Digiuno intermittente 16/8 (metodo leangains): è sicuramente il più conosciuto e, a detta di molti dietologi, anche quello che può garantire il massimo di risultati. Anche come organizzazione temporale della giornata è forse il preferito, in quanto non fa altro che aumentare di qualche ora il “digiuno naturale” che tutti noi sperimentiamo durante le ore di sonno.
    2. Digiuno intermittente a giorni alterni (5/2): in questo caso il lasso temporale da organizzare è settimanale e il digiuno (max. 500 calorie) deve essere praticato in 2 giorni (non consecutivi) sui sette a disposizione; nei restanti giorni ci si può alimentare normalmente.
    3. Digiuno intermittente “eat stop eat”: è probabilmente quello meno pratico e consiste nel mangiare e digiunare a giorni alterni.

    Digiuno intermittente, ecco i principali benefici

    Il digiuno intermittente apporta diversi benefici al nostro corpo, soprattutto per coloro che desiderano non soltanto perdere peso, ma anche sviluppare massa muscolare.

    Tramite il digiuno infatti, possiamo “insegnare” al nostro organismo ad apprendere abitudini diverse, e più sane.

    In primis, migliorare l’attività insulinica, ovvero abbassarne il livello generale, cosa questa che permette di bruciare maggiori quantità di calorie durante tutto l’arco della giornata e in special modo durante l’esercizio fisico.

    In seconda battuta, aumentare la produzione dell’ormone GH, che accelera la sintesi proteica e dunque permette di bruciare i grassi trasformandoli in energia (e la massa muscolare aumenta di volume in modo più veloce).

    Terzo punto, importantissimo da un punto di vista salutistico e di prevenzione di molte malattie, il digiuno attiva l’autofagia del nostro organismo, ovvero la capacità di auto-ripararsi, eliminando i radicali e rinnovando le cellule (quindi una forte azione anti-age promossa direttamente dall’interno).

    Infine, il digiuno intermittente, è stato dimostrato da molti studi medici, aiuta a prevenire il diabete di tipo 2.

    Altri benefici non ancora del tutto confermati scientificamente (ma con molte testimonianze empiriche a supporto) sono il miglioramente della memoria e la riduzione del colesterolo LDL.

    Digiuno intermittente, un esempio pratico (tabella giornaliera)

    Procediamo adesso con un esempio pratico di digiuno intermittente 16/8, precisando fin da subito che nella “finestra oraria” in cui sono consentiti i pasti è ovviamente consigliato di mangiare in modo salutare, evitando dolci, alcolici e junk food, e prediligendo proteine nobili e carboidrati e grassi di qualità.
    E’ inoltre caldamente consigliato svolgere almeno un’ora al giorno di attività fisica.

    Ecco un esempio di tabella giornaliera di dieta a digiuno intermittente 16/8:

    A pranzo (ore 12), si può mangiare un piatto di spaghetti integrali conditi con un sugo vegetariano, insalata mista con un cucchiaio d’olio e una mela (o frutta non troppo zuccherina).

    (Da qui in poi inizia la fase “fed”, in cui è possibile consumare pasti per le successive 8 ore)

    A merenda (ore 16), si possono assumere mandorle, frutta secca, gallette di riso o di mais.

    A cena (ore 20) si potrebbe prediligere del pesce al forno, una fetta di pane integrale, verdure miste condite con un cucchiaio d’olio.

    (Da qui in poi digiuno fino alle ore 12 del giorno successivo).

    Durante l’intera giornata ci si può concedere the verde, caffè amaro, e tisane non zuccherate. Tra la merenda e la cena è consigliato inserire almeno un’ora di attività fisica.

    Digiuno intermittente, consigli e controindicazioni

    Dunque, solo benefici dalla dieta a digiuno intermittente? In linea di massima possiamo rispondere incredibilmente con un “si”, ma ci sono comunque alcune piccole controindicazioni da non sottovalutare.

    Il digiuno intermittente è assolutamente controindicato durante la gravidanza e l’allattamento, in soggetti con problemi tiroidei, in soggetti con diabete di tipo I o di tipo II trattati con insulina e altri farmaci (in quest’ultimo caso è necessaria una supervisione medica per adattare le dosi del farmaco).

    La dieta a digiuno intermittente settimanale (5/2) è sconsigliata alle donne in generale in quanto il digiuno può influire negativamente sull’equilibrio ormonale e il ciclo.

    Se siete persone con una vita sociale molto impegnata, può risultare molto complicato attenersi strettamente al periodo di digiuno e quindi potrebbe essere preferibile dirigersi su altre tipologie di dieta.

    Digiuno intermittente: cosa sapere prima di iniziare (Dr. Filippo Ongaro)

    Infine, se siete decisi a provare la dieta del digiuno intermittente, vi consigliamo la visione del seguente video, per informarvi in modo accurato da uno dei massimi esperti italiani in materia.