Uva ursina: proprietà benefiche e come utilizzarla

    Uva ursina: proprietà benefiche e come utilizzarla

    Uva ursina: proprietà benefiche e come utilizzarla

    L’uva ursina, da non confondere con l’uva spina di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, è un piccolo arbusto sempreverde alto circa 50 centimetri e che produce delle bacche rosse dal sapore un po’ asprigno, ma di cui gli orsi sembrano andare pazzi (da qui il nome); come l’uva spina, anche in questo caso, al di là del nome, non vi sono altre somiglianze con la classica “uva” da vitigno con cui si produce il vino.

    L’uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) appartiene alla famiglia delle Ericaceae ed è particolarmente nota e rinomata per le sue eccellenti proprietà antinfiammatorie e antisettiche, soprattutto per quanto riguarda l’apparato urinario.

    Uva ursina: proprietà benefiche

    L’uva ursina, come abbiamo appena detto, è particolarmente indicata per molte delle problematiche che possono affliggere il nostro apparato urinario grazie alla sua azione che è fortemente antimicrobica, antinfiammatoria, astringente e rilassante; si può assumere, infatti, per curare le seguenti affezioni:

    • cistite (sia cistite acuta che cronica che derivante da utilizzo di catetere);
    • bruciore e difficoltà alla minzione;
    • infiammazione generale della vescica, delle mucose e dei condotti urinari;
    • infezioni del tratto uro-genitale;
    • alterazione dell’acidità e dell’alcalinità delle urine.

    L’uva orsina agisce in generale in maniera molto efficace nei confronti degli stafilococchi e dei Escherichia coli, responsabili della maggior parte delle infezioni urinarie.

    L’uva ursina può (e deve) essere utilizzata anche in concomitanza con cure farmacologiche per potenziarne l’effetto e fungere però anche da emolliente e calmante.

    Uva ursina: come utilizzarla

    Innanzitutto ricordiamo che la parte della pianta più ricca di sostanze benefiche è rappresentata dalle foglie (e non dalle bacche, come spesso si è tentati a credere).

    L’assunzione migliore per uso interno è come infuso, decotto o tintura madre (ad elevata concentrazione).

    Come preparare l’infuso di uva ursina: prendere 1 cucchiaio foglie di uva ursina e 1 tazza d’acqua naturale; versare l’uva ursina nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare l’infuso e berne 4 tazze al giorno lontano dai pasti.
    Importante assumerne una bella tazza prima di coricarsi ed a vescica vuota, in modo che i principi curativi abbiano modo di agire per tutta la notte (o almeno per molte ore). Si raccomanda di non zuccherare l’infuso.

    Per quanto riguarda le controindicazioni, l’uva orsina ne ha veramente pochissime; la sconsigliamo durante la gravidanza, l’allattamento o in caso di importanti deficienze renali. Evitare un utilizzo molto prolungato (diversi mesi), che potrebbe portare ad un’irritazione dell’intestino.