Come utilizzare gli oli essenziali (edibili) in cucina

    Come utilizzare gli oli essenziali (edibili) in cucina

    Come utilizzare gli oli essenziali (edibili) in cucina

    Nei nostri articoli parliamo spesso del mangiare sano e come questo garantisca al nostro organismo uno stato di forma e di benessere migliore, più forte nel suo sistema immunitario e capace di reagire da solo a molti disturbi.

    Già il fatto di scegliere alla fonte cibi di qualità, naturali, e possibilmente provenienti da agricoltura (o allevamento) biologica, è certamente un eccellente inizio; se poi ci impegniamo a cucinare anche in modo leggero, astenendoci da alcolici e dolci, allora possiamo dire di rasentare la perfezione. Eppure una cosa in più possiamo ancora farla: accompagnare alle nostre pietanze, quando possibile, degli oli essenziali benefici.

    Una parte dell’aromaterapia è esplicitamente dedicata all’utilizzo degli oli essenziali per via orale, e al benessere, dunque, che può trarre il nostro organismo dalla loro ingestione; perché dunque non aggiungerli nei nostri piatti per moltiplicarne gli effetti positivi?

    Gli oli essenziali, oltre al loro potere curativo, donano un tocco in più alle nostre ricette; l’importante è sapere quali scegliere, come utilizzarli e in quali quantità; vediamo dunque di conoscere più da vicino come utilizzare gli oli essenziali in cucina.

    Come utilizzare gli oli essenziali (edibili) in cucina

    Olio essenziale edibile di mandarino (agrumi) da usare nelle ricette

    Come prima cosa possiamo indicare quattro classi di oli essenziali da utilizzare nei cibi:

    1. Oli essenziali ricavati da erbe aromatiche (basilico, timo, rosmarino, ecc.)
    2. Oli essenziali ricavati da spezie (zenzero, cannella, ecc.)
    3. Oli essenziali ricavati da agrumi (limone, arancia, ecc.)
    4. Oli essenziali ricavati da fiori edibili (rosa, lavanda, ecc.)

    Per utilizzarli in cucina gli oli essenziali devono essere contrassegnati come “edibili” ed è bene non esagerare mai con le dosi, perché sia come profumo che come sapore sono davvero molto potenti; in molti casi 1 o 2 gocce per piatto sono più che sufficienti.

    Però è anche fondamentale tener conto che gli oli essenziali non sono idrosolubili, ma liposolubili, ovvero si amalgamano al meglio con le sostanze grasse; proprio per questo motivo è preferibile preparare prima un olio extravergine di oliva aromatizzato o un sale aromatizzato, che aggiungere dopo le gocce direttamente nel piatto.

    I migliori alimenti in cui andare a sciogliere preventivamente gli oli essenziali e con i quali poi andare ad insaporire le vostre ricette sono: il miele, lo sciroppo d’acero (ed altri dolcificanti liquidi), il sale, l’olio di oliva (e altri oli vegetali), lo yogurt, la panna, il burro e le creme vegetali a base di mandorle, nocciole o altra frutta secca.

    Soprattutto se siamo agli inizi della nostra esperienza con l’utilizzo degli oli essenziali in cucina in aggiunta agli alimenti, meglio andarci molto cauti, e in caso crescere nel numero di gocce gradualmente. Infatti il sapore deve risultare al palato solo più armonioso, e non colpire le papille gustative esclusivamente con l’intensità dell’essenza.

    Un’idea di massima di dosaggio a cui attenersi è quella di prevedere 1 goccia di olio essenziale ogni 100 grammi di alimento.

    Dopo una buona pratica sarà anche possibile miscelare più oli essenziali all’interno di un solo preparato, giocando con le note particolari di ciascuno, che si suddividono in tre grandi gruppi: note “di testa” (frutti/agrumi), note “di cuore” (fiori) e note “di base” (spezie).

    Per finire, ecco un “assaggio” di come anche gli Chef di noti ristoranti possono utilizzare gli oli essenziali nella loro cucina per aggiungere una nota in più alle loro preparazioni.

    Se siete invece interessati a come utilizzare gli oli essenziali per gli ambienti della vostra casa, vi suggeriamo allora la lettura del seguente articolo: Aromaterapia, i 4 oli essenziali ideali per ogni stanza della casa.