Vitamina C: Proprietà e benefici contro i tumori

19 Ottobre 2017 0 Di Redazione

La vitamina C (detta anche acido ascorbico) è considerata da sempre un’alleata del nostro sistema immunitario. Quante volte ci hanno detto di mangiare arance per non prendere il raffreddore o l’influenza?

Oggi sappiamo che i benefici della vitamina C non si fermano qui. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, la vitamina C potrebbe costituire un’arma in più nell’arsenale delle terapie contro il cancro. Vediamo insieme di che si tratta.

Benefici Vitamina C contro i tumori: gli inizi

Le prime ricerche sul rapporto tra vitamina C e tumori risalgono agli anni ’70. In quel periodo, uno dei ricercatori più attivi fu il premio Nobel Linus Pauling, che dedicò l’ultima parte della sua carriera proprio allo studio di questa sostanza.

Nel 1973, Pauling pubblicò i risultati di una ricerca in cui somministrò delle “megadosi” di acido ascorbico a 100 pazienti ammalati di cancro in stadio terminale: i pazienti riscontrarono un miglioramento nella loro qualità di vita e vissero più a lungo rispetto al gruppo di controllo, al quale non fu somministrato l’acido ascorbico.

Linus Pauling, studioso delle proprietà della vitamina C
Linus Pauling in una foto di repertorio. Credit: OregonStateUniversity su Flickr

Perché delle “megadosi”? La vitamina C è una vitamina idrosolubile, cioè non può essere accumulata nell’organismo. Il nostro corpo non riesce a produrre o a trattenere a lungo l’acido ascorbico, che deve essere regolarmente assunto negli alimenti che mangiamo tutti i giorni. Per avere un impatto apprezzabile, Pauling somministrò quindi delle dosi di 10 grammi al giorno di acido ascorbico per endovena, esattamente 100 volte superiori alla quantità giornaliera consigliata.

I risultati di questa ricerca furono particolarmente divisivi, e la reputazione di Pauling subì un contraccolpo. Secondo i più scettici, lo studio del 1973 non aveva una valenza scientifica: alcuni ritenevano che il gruppo che aveva assunto la vitamina C e quello di controllo fossero composti da pazienti in condizioni troppo diverse per essere comparate. Questa branca della comunità scientifica faceva inoltre leva sul fatto che i tentativi di replicare lo studio di Pauling non ottennero lo stesso successo.

Recentemente, tuttavia, stiamo assistendo a una rivalutazione dell’acido ascorbico e delle sue proprietà. L’evoluzione tecnologica ha permesso studi sempre più raffinati sulla vitamina C, che sembrano in parte rivalutare le intuizioni di Pauling.

Vitamina C e tumori: lo studio del 2014

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Kansas, guidato da Qi Chen, ha pubblicato nel 2014 uno studio in cui veniva confrontata la risposta di due gruppi di topi da laboratorio alla chemioterapia. Gli animali, nei quali erano stati indotti tumori dell’ovaio, erano entrambi curati con farmaci chemioterapici. A uno dei due gruppi fu somministrata anche una dose molto alta di vitamina in affiancamento alla terapia.

I risultati furono sorprendenti. I topi trattati con l’acido ascorbico guarirono molto più in fretta, e i loro tumori si ridussero drasticamente rispetto all’altro gruppo. Come mai? Per capire meglio il motivo, diamo un’occhiata alle proprietà della vitamina C.

Vitamina C: Proprietà principali

Una delle proprietà più note dell’acido ascorbico è la sua azione antiossidante, che fa da contrasto all’azione dei radicali liberi. Questi ultimi vengono prodotti ogni giorno dal metabolismo dell’ossigeno, ma in grandi quantità possono accelerare l’invecchiamento e la morte delle cellule.

Per questo, l’acido ascorbico è associato anche al mondo della cosmesi: molte creme con vitamina C aiutano a ritardare l’invecchiamento cellulare della pelle.

Vitamina C per la pelle
L’acido ascorbico è un ingrediente anti-age molto diffuso

I farmaci chemioterapici cercano però di accelerare l’ossidazione delle cellule tumorali: in poche parole, danno vita allo stesso meccanismo di autodistruzione provocato dai radicali liberi. La vitamina C quindi non dovrebbe aiutare a ridurre i tumori, ma paradossalmente dovrebbe far peggiorare la situazione, neutralizzando l’effetto della chemioterapia. Eppure, nello studio di Qi Chen ciò non è successo. Dove bisogna guardare per capire il motivo?

L’altro effetto principale associato all’acido ascorbico è quello di potenziare il sistema immunitario. La vitamina C si accumula all’interno dei globuli bianchi, che così hanno delle “riserve” da utilizzare per proteggere il corpo da batteri e infezioni. Inoltre, riduce la durata di alcune malattie come il raffreddore o l’herpes, anche se in origine si pensava che le curasse del tutto.

Secondo degli studi ispirati dal lavoro di Qi Chen, sono esattamente le proprietà immunostimolanti della vitamina a causare un’interazione positiva con i farmaci chemioterapici.

Vitamina C anti-cancro: Le scoperte più recenti

In uno studio del 2020, sempre pubblicato su Science Translational Medicine, il dott. Alberto Bardelli e il suo gruppo di ricerca hanno nuovamente indagato sul ruolo antitumorale della vitamina C. Ancora una volta, i ricercatori hanno somministrato delle megadosi per via endovenosa a due gruppi di topolini. Entrambi erano affetti da tumori della mammella, del colon, del pancreas e melanomi: il primo gruppo aveva le difese immunitarie funzionanti, il secondo era privo di difese immunitarie.

I risultati dello studio hanno ribaltato il modo di vedere la vitamina C: non un attore protagonista, ma una preziosissima spalla nella lotta ai tumori. Dopo aver somministrato la cura chemioterapica e l’acido ascorbico a entrambi i gruppi, Bardelli e il suo gruppo hanno notato qualcosa di straordinario.

Nei topi provvisti di sistema immunitario, i tumori sono regrediti a una velocità impressionante. Addirittura, gli animali con tumori alla mammella sono guariti del tutto.

Dunque sembrerebbe essere proprio l’azione immunoprotettiva a permettere alla vitamina C di aiutare nella cura contro il cancro. I farmaci utilizzati per curare i topi hanno degli effetti collaterali sul sistema immunitario, che durante lo studio sono stati attenutati dall’acido ascorbico. Inoltre, l’azione positiva sui globuli bianchi ha dato un ulteriore boost alla terapia, permettendo ai topolini di reagire bene a quest’ultima.

Naturalmente, è presto per cantare vittoria. Prima di iniziare la sperimentazione di questo metodo, occorre replicare l’esperimento sugli esseri umani. I risultati sembrano però dare ragione a Linus Pauling dopo decine di anni, e sottolineano ancora una volta l’importanza della vitamina C per il nostro organismo. 

Quali sono gli alimenti ricchi di vitamina C?

Finora abbiamo parlato di “megadosi”, ma non lasciatevi trarre in inganno: i benefici dell’acido ascorbico si apprezzano anche nell’alimentazione quotidiana. Per apprezzare le sue proprietà immunostimolanti e antiossidanti, consigliamo di arricchire la dieta con i seguenti alimenti:

  • Agrumi: Arancia, mandarino e pompelmo sono i più noti portatori di vitamina C, ma in realtà esistono frutti molto più ricchi.
  • Frutti tropicali: Acerola, ananas e ribes sono delle fonti inesauribili di acido ascorbico. Consigliatissima anche la guava!
  • Verdure a foglia larga: Lattuga, verza e spinaci apportano anch’essi delle notevoli dosi di acido ascorbico.
  • Ortaggi: Con peperoni rossi e gialli, cavoletti di Bruxelles e broccoli si va sul sicuro.
Alimenti ricchi di vitamina C
Anche ciliegie e albicocche sono molto ricche di vitamina C!

Avrete notato che nell’elenco mancano gli alimenti di origine animale. Da un lato si tratta di cibi che per loro natura non contengono molta vitamina C, dall’altro quest’ultima è una sostanza molto fragile.

La cottura può infatti ridurre di più del 60% il contenuto di acido ascorbico! Per questo, in caso di carenza di vitamina C, è da preferire il consumo di frutta e verdura cruda e ben lavata.

Vitamina C: Controindicazioni

Dato che è una sostanza che non viene assorbita nel nostro organismo, la vitamina C non presenta particolari effetti collaterali. Le dosi in eccesso vengono espulse nelle urine.

Alcuni studiosi ritengono che dosi eccessive possano causare calcoli renali, ma non si è giunti a una conclusione certa. In ogni caso, consigliamo a chi soffre di insufficienza renale di consultare un medico o uno specialista.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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